Caro diario, ti racconto di venerdì

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15
ott

Caro diario, ti racconto di venerdì

Caro Diario,

È Venerdì e comincia il nostro fine settimana, non è un racconto facile: siamo passati dalla rete all’accoglienza, dalla matematica ai diritti, dai giochi di luce alle terre promesse e lo abbiamo fatto come sempre, percorrendo il centro storico di questa città, mai così curiosa, luminosa, vitale e multiforme come in questi giorni. Stamane eravamo in diretta,  dal Palazzo Arcivescovile, in compagnia di mons.Viganò e di Emiliano Abramo, della comunità di Sant’Egidio, che, in rete con altre comunità cittadine, si occupa di migranti e parlavamo dello spirito innovativo di Papa Francesco, il Papa Migrante.

Palazzo Arcivescovile - arrivano i ragazzi delle scuole

È proprio nell’accoglienza che riscopriamo noi stessi” ha detto Davide Camarrone. Emiliano Abramo ci faceva notare come nelle persone che perdono la loro patria sia forte e potente la spiritualità, la necessità di pregare. Così ricordavamo di quando, nei giorni di Sconfinare a Lampedusa è partita l’iniziativa per la donazione di libri: utili anche come supporto linguistico, perché, come notava lo stesso mons. VIganò – non vanno sottovalutate le necessità pratiche, la vocazione all’accoglienza deve essere animata da concretezza.

Anche a Giurisprudenza si è affrontato il tema dei diritti, non di migranti “geografici” si parlava ma di migranti “sociali” cioè di detenuti e della necessità che la società se ne prenda carico, accogliendo il loro valore potenziale e rendendolo attuale. La rieducazione non è solo un dovere sociale è qualcosa che permette alle società di ottenere valore, di aver “restituito” quello che investono: un diritto\dovere. Anche all’Archivio Storico si partiva dal diritto, diritto di espressione, prima di tutto.

I due autori di "Burning Country" all'archivio Storico

I due autori di “Burning Country” all’archivio Storico

I due scrittori siriani Robin Yassin-Kassab e Leila Al-Shaami sono co-autori di un testo dal titolo “Burning Country – Syrians in revolution and war” il testo racconta la Siria odierna a partire dalla rivolta di Damasco con cui i Siriani chiedevano il rovesciamento del governo di Bashar al-Assad. Un testo duro, senza mezzi termini e con testimonianze del tutto inedite. Diritto all’espressione e all’informazione era il tema

I media occidentali non hanno compreso la questione siriana, giudicandola indecifrabile, ma in realtà non hanno mai voluto andare a fondo” ha detto Leila Al-Shaami, in termini stilistici ha definito questa operazione “contro-narrativa” .

Impossibile non pensare alle parole di Francesco Viviano, giovedì “Il giornalismo è alzarsi dalla sedia e andare a vedere”.

Torniamo così a una questione che in questi giorni è rimbalzata spesso ai nostri tavoli: gli strumenti digitali sono davvero un’opportunità? In quanti la sanno cogliere? Anche di questo hanno discusso a Palazzo delle Aquile Caterina Bonvicini e Sabrynex con l’apporto razionale di Chiara Valerio. In questa epoca di grafomani (Bonvicini) è solo l’editoria a fare i conti con il digitale o sono anche gli autori che devono confrontarsi e fare delle scelte? Se è vero che la rete è protettiva, come diceva Sabrynex, siamo sicuri che non rischi di diventare un magma in cui tutto si confonde? Di fatto la letteratura online sembra un territorio davvero fertile e a indagarlo si scopre che non è affatto vero che i giovani non leggono, anzi, questo popolo di nativi digitali, grafomane e abituato all’informazione a portata di mano ha una sete di rappresentazione straordinaria e ha il diritto di essere rappresentato.

Giulia De Spuches ha parlato proprio di diritto al racconto, con una splendida Teresa De Sio e lo scrittore Piergiorgio Paterlini. In particolare il racconto è espressione di identità e la conversazione affrontava il tema sfaccettato dell’identità delle persone LGBT. Lo scrittore raccontava che riceve ancora oggi lettere di giovanissimi che si identificano in un suo personaggio che in realtà è nato nel 1985. E secondo lui non è questione di diritti negati quanto di psicologie ricorrenti: “Perché è nella psicologia che ci si riconosce non nei fatti che riguardano il personaggio”.

Prendendo le mosse da l’Attentissima, suo secondo romanzo pubblicato da Einaudi Teresa De Sio ha parlato di corpo, narrativa, verità: “C’è un distacco ironico del mio personaggio, necessario a vivere questa spaccatura di un corpo costruito ma che nella costruzione trova la sua verità

Il romanzo di Teresa De Sio, al banco dei libri allestito da ModusVivendi

Il romanzo di Teresa De Sio, al banco dei libri allestito da ModusVivendi

Per finire Teresa De Sio ha letto un brano da “L’Attentissima”, una parte divertente, ha precisato: “C’è un lato luminoso anche nell’attraversare scelte difficili, ho voluto raccontare questo”. Anche di questo, per chi non c’era, trovate il video qui.

Subito dopo Paola Caridi ha raccontato di Terre Promesse – nella prima di tre conversazioni dedicate al tema – con Ahmed Saadawi, Wlodek Goldkorn e Stefano Liberti:  “Terra promessa è una ricerca, un sogno che non deve avverarsi, perché è tutta racchiusa nell’uscire di casa per cercarla (W.Goldkorn)

Per Saadawi invece la terra promessa non esiste: “È solo un immaginario che dovrebbe contenere tutto ciò che vogliamo e che ovviamente non esiste”.

Meno male che ci ha pensato la musica di Giya Kancheli a riportarci al sogno… ma purtroppo quella non si può raccontare, caro Diario, quindi ci fermiamo qui, tra poco è Sabato e si riparte.

 

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