20 ottobre 2018 | Il racconto della quarta giornata di Flm 2018

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20 ottobre 2018 | Il racconto della quarta giornata di Flm 2018

Anche la quarta giornata di Flm 2018 è stata un successo: piena di momenti di confronto e incontro, con un pubblico curioso e pronto a mettersi in discussione in maniera costruttiva.

La mattina è iniziata con l’incontro con la Croce Rossa e la presentazione dell’Annual Migration Report in Chiesetta. Al Museo Internazionale delle marionette Antonio Pasqualino abbiamo invece parlato di “I ragazzi hanno grandi sogni” di Alì Ehsani e Francesco Casolo con un pubblico di studenti e docenti.

A mezzogiorno, spazio a Giuseppe Acconcia, in dialogo con Stella Morgana, per la presentazione de “Il Grande Iran” (Exòrma): una riflessione sull’Iran di oggi, un punto di vista maschile dopo le riflessioni al femminile di ieri con Nasim Marashi. Sempre alle 12, alla Biblioteca Vittorietti, spazio ai più piccoli per l’incontro con Gilda Terranova dedicato a “Odissea” di Carola Susani con le illustrazioni di Lucia Scuderi.

Anche oggi non sono mancati i Libri in bicicletta di Chiara Trevisan e le sue letture su misura: una performance che sta appassionando il pubblico del Festival.

Alle 12, danze scatenate con l’Orchestra di Tavola tonda e la sua Festa a bballu: un momento molto atteso che ha visto il pubblico coinvolto al suono di una trascinante musica folk.

Nel primo pomeriggio, i laboratori “Odissee: viaggi per piccoli eroi” e “Amunì”, dedicati rispettivamente a bambini e ad adulti, hanno continuato le loro attività.

Nel corso del pomeriggio, gli eventi si sono susseguiti con regolarità: abbiamo presentato al Salinas il nuovo progetto letterario dello scrittore francese François Beaune dal titolo Storie nostrae; la riflessione partiva dal presupposto della necessità di veicolare al grande pubblico il patrimonio artistico classico. Intanto, allo Steri era il momento di Il Mediterraneo Migrante, che ha visto Rosanna Maranto discutere con lo scrittore e illustratore svizzero Armin Greder; si è discusso della potenza dell’illustrazione e del suo poter travalicare i limiti della parola scritta. Greder ha definito le sue opere un grido contro la situazione attuale.

Alle 18.00, spazio a “Ogni luogo è Taksim” di Deniz Yucel, con gli interventi di Maike Albath e Murat Cinar, un incontro dedicato alla situazione turca; Cinar ha dichiarato che, se si può organizzare un movimento ccom quello turco, si può spargere in tutta la vita quotidiana il seme della resistenza. Si parlava di omosessualità a partire da “La trinità Bantu” di Max Lobe, che ha dialogato con Adriano Sofri, al Chiostro, mentre al Museo delle Marionette Roberto Camurri parlava di senso di colpa prendendo le mosse dal suo “A misura d’uomo”.

Nella nostra ottica di attenzione alle periferie, all’interno del progetto Ink 35, si sono svolti nel pomeriggio due eventi: all’ipercoop La Torre, Gabriele Del Grande ha parlato di “Dawla”, mentre al Laboratorio Zen Insieme Alì Ehsani e Francesco Casolo hanno incontrato i lettori.

Spazio all’arte, alle 19, con “Fuga da Europa”, incontro che ha visto protagoniste Flavia Frisone e Agata Polizzi; la domanda che ha aperto la discussione è stata “che cos’è Europa?”, e la riflessione si è mossa dall’origine dei tre continenti Europa, Asia e Africa, dove la prima, nell’archetipo classico, rappresentava la possibilità di prospettive.

Appassionante l’incontro delle 19: il reading dedicato a “Manaraga. La montagna dei libri” di Vladimir Sorokin, curato dall’autore insieme alla traduttrice Denise Silvestri, ha messo a confronto brani del testo, letti in russo e in italiano, con l’effetto di un affascinante melting pot.

Alle 20, uno degli ospiti più attesi del nostro festival: il cinese Chen He, autore di “A modo nostro”, appena insignito della cittadinanza onoraria di Palermo, ha fatto un’accurata disamina dell’emigrazione dalla Cina e ha parlato di nostalgia della propria terra e di senso di appartenenza, raccontando di quando, appena arrivato in Albania, sentì forte la lontananza dal suo Paese imbattendosi in un albero di fico che gli ricordò l’infanzia.

In serata, Wu Ming 2 ha letto Hannah Arendt in un reading dal titolo “WeRefugees”, curato in collaborazione con Manifesta 12: il pubblico ha gremito il Chiostro dello Steri, accomodandosi per terra pur di non perdersi l’intensa lettura.

Anche oggi la giornata si è conclusa all’insegna della musica, con il concerto Fratres / Jesus’ Blood… con l’orchestra GliArchiEnsemble e Jerusa Barros, cantante amatissima dal pubblico. Mentre le note risuonano ancora per i viali dello Steri, vi diamo appuntamento a domani con l’ultima giornata di Flm 2018.

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