Controgeografie
Matteo Meschiari presenta “Terre che non sono la mia”, edito da Bollati Boringhieri. Dialoga con l’autore Ignazio E. Buttitta.
Per oltre duemila anni la geografia è stata uno strumento di potere, usata per descrivere e controllare il territorio. E lo è ancora oggi, spesso considerata un sapere riservato a tecnici e specialisti. Ma la geografia è anche una pratica immaginativa, un modo per abitare lo spazio, conoscere l’altro e sognare l’altrove.
Se l’Occidente ha dimenticato questa vocazione, resistono però tracce e culture che custodiscono una controgeografia capace di generare visioni e invenzioni.
In questo libro, Matteo Meschiari raccoglie centoundici mappe che raccontano la creatività geografica dell’umanità: dalla Groenlandia all’Australia, dalla Cina all’Amazzonia, dall’arte paleolitica a quella contemporanea.
Un viaggio tra mondi lontani per capire il nostro: un atlante della “territà”, che invita a ripensare il nostro posto sul pianeta.