Il sistema e i suoi uomini
Matteo Di Figlia, autore di “Fascisti a Palermo”, edito da Istituto Poligrafico, dialoga con Vittorio Coco e Nino Blando.
Palermo arrivò tardi al fascismo, interrogandosi, come il resto d’Italia, su chi potesse davvero incarnare la “rivoluzione in camicia nera”. Tra fascisti della prima ora e nuovi opportunisti del potere, la città visse un lento riassetto politico e istituzionale.
I vertici del partito, insieme a prefetti e questori, guidarono questo processo, spesso in dialogo ambiguo con la mafia: ora per escluderla dai centri di potere, ora per cooptarla come parte del nuovo notabilato.
Il libro ricostruisce queste trame di alleanze e conflitti tra vecchie élite e nuovi funzionari del regime, in un contesto segnato dalla tendenza centralizzatrice e dall’evoluzione verso la stretta totalitaria degli anni Trenta.
Un ritratto complesso e dinamico di come il fascismo si radicò — e si adattò — nella Palermo del Ventennio.