Festival delle Letterature Migranti: la dodicesima edizione
Torna dal 21 al 24 ottobre ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo il Festival delle Letterature Migranti, giunto alla dodicesima edizione. Quattro giorni di incontri, presentazioni, dibattiti e produzioni originali tra letteratura, teatro, musica e arti visive, con 40 autori e oltre 100 discussant.
“Felicità” è il tema scelto dal fondatore e direttore artistico Davide Camarrone: una riflessione sul significato e sulla possibilità di essere felici in un mondo attraversato da guerre, disuguaglianze, emergenza climatica e trasformazioni tecnologiche. Un tema che prende spunto anche dai 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza americana, che riconosce la ricerca della felicità come diritto inalienabile.
Il programma riunisce alcune tra le voci più significative della letteratura e della saggistica contemporanea internazionale. Tra gli ospiti Frank Westerman, con Bestiaro artico, dedicato alle trasformazioni dell’Artico; Kader Abdolah, che indaga le radici comuni dei popoli indoeuropei; lo scrittore ucraino Andrei Kurkov, testimone della guerra nel suo Paese, e Niviaq Korneliussen, voce della nuova letteratura groenlandese, vincitrice del prestigioso Premio del Consiglio Nordico nel 2022
Numerosi anche gli autori italiani: Fabio Geda, che presenta in anteprima palermitana il romanzo Cencio; Maria Attanasio, Maurizio Torchio, Paolo Di Paolo, Matteo Meschiari e Alfredo Gatto. Ampio spazio al giornalismo d’inchiesta e al reportage con Lorenzo Tondo, Elena Testi e Asmae Dachan, protagonisti di incontri sui conflitti internazionali, i diritti e la libertà d’informazione.
Torna anche quest’anno GenerAzioni, la rassegna dedicata agli scrittori e alle scrittrici under 35, curata da Mohamed Maalel e Marco Mondino e sostenuta dal programma Per Chi Crea del Ministero della Cultura e di SIAE. Tra i protagonisti Ilaria Camilletti, Michela Panichi, Espérance Hakuzwimana, Grace Fainelli, Andreea Simionel ed Elvio Carrieri. Al centro dei confronti identità, inclusione, scuola multiculturale, sfruttamento lavorativo e nuove generazioni.
Le novità della XII edizione
Debutta la Gobettiana, sezione dedicata a Piero Gobetti nel centenario della morte, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo. In programma incontri e dibattiti, tra cui la presentazione del nuovo saggio di Paolo Di Paolo Un mondo nuovo tutti i giorni. Piero Gobetti, una vita al presente (Solferino), e lo spettacolo originale Ada e Piero, scritto da Davide Camarrone, che chiuderà il festival sabato 24 ottobre alle 21 allo Spazio Marceau, realizzato in collaborazione con Teatro Lab.
Si rafforza anche il dialogo con il mondo dell’informazione grazie al patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti per tre talk dedicati al giornalismo di guerra, alla libertà di stampa e alle inchieste internazionali. Diventa strutturale la collaborazione con Arci Palermo, attraverso incontri sui diritti dei migranti, lo sfruttamento lavorativo e i Centri per il rimpatrio.
Arte, musica e teatro: le produzioni originali
La XII edizione conferma la vocazione multidisciplinare del festival, con nuove produzioni e anteprime assolute. Per le arti visive, la sezione curata da Agata Polizzi presenta Dammah: dove non siamo, progetto dell’artista Lina Issa che intreccia migrazione, memoria, appartenenza e solidarietà attraverso uno scambio simbolico di semi tra Libano e Sicilia. In programma anche la videoinstallazione Voices from the Border, dedicata alle testimonianze di chi vive ai confini dell’Europa.
La musica, curata da Dario Oliveri, propone Aufschlüsse / Affioramenti, progetto ispirato a Gustav Mahler con una nuova composizione di Ornella Cerniglia, interventi musicali di Alessandro Greco e Gianni Gebbia e la proiezione di Empire di Andy Warhol, per la prima volta a Palermo.
Il teatro, curato da Giuseppe Cutino, vede protagonisti i giovani artisti di TeatroLab Palermo, impegnati nella produzione Ada e Piero, con la regia di Gaspare Maria Galbo e gli attori Massimiliano Marinaro e Fiammetta Urso; e nelle letture sceniche dei testi della rassegna GenerAzioni.
Un festival che allarga i propri confini
Accanto agli appuntamenti ai Cantieri Culturali alla Zisa, il festival propone incontri satellite in altri luoghi della città, tra cui il Circolo dell’Unione e Unìco boutique hotel d’arte a Mondello.
Prosegue inoltre la sezione Lost (and Found) in Translation, curata da Eva Valvo e dedicata alla traduzione letteraria, con la partecipazione di Niviaq Korneliussen e il progetto Translation Slam, che in primavera raggiungerà anche Roma e Torino.
Il Festival delle letterature migranti è organizzato dall’Associazione Festival Letterature Migranti per la casa delle letterature; in collaborazione con Università degli Studi di Palermo, Ersu Palermo, Arci Palermo, Strade, Calibro, Institut Français di Palermo, Goethe Institut Palermo, Kultur Ensemble Palermo, Teatro lab, Cidi, Libreria Modusvivendi, Società Dante Alighieri.
Con il sostegno di: Comune di Palermo, Città Metropolitana di Palermo, Otto per mille Tavola Valdese, Fondo per il diritto di prestito pubblico presso il Ministero della cultura, Fondazione Sicilia, Fondazione Chiazzese, Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari A. Pasqualino, Danish Arts Foundation, Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia, Nederlands letterenfonds.
