felicità

FLM26/FELICITÀ

 

Felicità è il tema della dodicesima edizione del Festival delle Letterature Migranti: mai innocente, promessa luminosa e insieme ombra lunga sul nostro tempo. Negli Stati Uniti, il pursuit of happiness è proclamato dalla Dichiarazione d’Indipendenza come un diritto inalienabile, accanto alla vita e alla libertà.

Non una felicità garantita, ma il diritto a inseguirla, a muoversi verso di essa come verso una linea dell’orizzonte. Eppure, laddove nasce come ideale fondativo, la felicità comincia a sdoppiarsi. Slavoj Žižek lo ricorda con brutalità: oggi la felicità non è un dono, è un ordine.

Enjoy yourself, goditi la vita, ti viene detto, e se non ci riesci, la colpa è tua. Soddisfazione o colpa. Il comando del godimento sostituisce l’antica disciplina e diventa una forma sottile di propaganda, di manipolazione, per escludere ogni dubbio d nostro sguardo. Il desiderio di esser felice cede al desiderio del desiderio.

La felicità diventa prestazione conforme: promessa di libertà, si trasforma in strumento di controllo. È in questa ambiguità che il termine si fa politico, inquieto. Le letterature possono attraversarla, mostrarne le crepe, raccontarne il doppio fondo.

Parlare di felicità significa interrogare il potere che la nomina, decidere se accettare il comando o restituire al desiderio la sua voce originaria, sognante.

 

Davide Camarrone,

Direttore artistico Festival delle letterature migranti