Non è la felicità che conta? – Jana Karšaiová
Incontro con Jana Karšaiová, autrice del romanzo “Io non parlo russo” (Feltrinelli), in dialogo con Laura Restuccia e Francesca Cicculli.
Hana vive da anni in Italia e lavora per una radio italiana. Torna a Bratislava per seguire le elezioni politiche proprio mentre vincono i populisti filorussi. Ritrova un paese diviso, e una frattura che attraversa anche la sua famiglia. Il fratello Martin è diventato un attivista nazionalista e antieuropeo che diffonde video complottisti in rete.
Quando suo figlio Tomáš scompare, Hana si mette a cercarlo e arriva fino alla vecchia casa di campagna di famiglia, dove si nasconde Levan, un migrante georgiano. Nella sua condizione Hana riconosce la propria storia di straniera in Italia e la lunga strada verso la cittadinanza.
Con una scrittura limpida e asciutta, attenta ai gesti più che alle spiegazioni, Jana Karšaiová racconta i confini invisibili dell’Europa, la lingua come appartenenza e distanza, e il modo in cui la politica entra nelle case prima ancora che nelle piazze. Il romanzo ricorda che non c’è felicità privata senza democrazia. Nata a Bratislava nel 1978, Karšaiová scrive in italiano, lingua imparata da autodidatta. Il suo romanzo d’esordio, Divorzio di velluto, è stato tra i dodici finalisti del Premio Strega.
In collaborazione con il Dipartimento di Scienze umanistiche, Università degli Studi di Palermo.