ADA E PIERO

24 Ott 2026
20:00 e 21:30
Cantieri culturali alla Zisa | Spazio Marceau

ADA E PIERO

ADA E PIERO

testo Davide Camarrone

con Massimiliano Marinaro e Fiammetta Urso

regia Gaspare Maria Galbo

aiuto regia Emma Cracolici 

consulenza artistica Giuseppe Cutino

 

Una produzione 

Associazione per la Conservazione delle Tradizione Popolari – Museo Antonio Pasqualino

Associazione Festival delle Letterature Migranti per la casa delle letterature

in collaborazione con Teatro Lab Palermo

Sinossi

Torino, 1922. Mentre il fascismo consolida il proprio potere, Ada Prospero e Piero Gobetti affrontano un passaggio cruciale della loro giovane vita insieme. Tra le mura domestiche, all’indomani di una violenta aggressione subita da Piero per il suo instancabile impegno politico e culturale, i due si confrontano con le ombre del presente e le incertezze del futuro.

«Non è successo nulla, solo una gazzarra di strada.» Un gesto istintivo, con cui Piero cerca di proteggere Ada dal peso della paura, ma che agli occhi di chi guarda oggi risuona come un tragico presagio. Quella reticenza, quel rifiuto di dare un nome alla violenza dilagante, è il primo passo di un percorso che accompagnerà Gobetti attraverso nuovi pestaggi e l’esilio, fino alla morte prematura a soli ventiquattro anni, lontano dalla sua Torino e da Ada.

Quanto sono davvero consapevoli — sul piano personale, politico e sociale — i giovanissimi di oggi, e quanto la nostra epoca considera e valorizza le idee delle nuove generazioni, offrendo loro concrete prospettive per costruire il futuro?

È proprio da questo parallelismo tra ieri e oggi che siamo partiti per trovare una chiave di lettura capace di interpretare il presente, prendendo spunto da una stagione storica che ha visto Ada e Piero Gobetti affrontare con straordinaria tenacia l’incombere di un’epoca buia quando erano appena ventenni. Impossibile non guardare al nostro tempo con la loro stessa febbrile preoccupazione. 

Note di regia 

La messa in scena sceglie così di strutturare il racconto partendo da due ragazzi contemporanei che incontrano e si confrontano con i testi dei due intellettuali fino a trasformarsi gradualmente in loro, facendo del teatro un atto di memoria viva, custodita e partecipata.

Attraverso lo sguardo della protagonista che incarna Ada riaffiorano i momenti trascorsi al fianco di Piero, spostando l’asse drammaturgico dai grandi eventi della Storia ufficiale alla dimensione più intima, quotidiana e profonda del loro legame, fatta di dialoghi, attese e sogni condivisi.

In questo impianto — incorniciato da due lettere emblematiche, una di Ada in apertura e una di Piero in chiusura — il rapporto intimo assurge a elemento cardine del racconto del tempo, filo emotivo e struttura portante dell’intera narrazione, restituendo al pubblico la forza inalterabile di un affetto e di un’intesa umana capaci di resistere oltre le ferite della storia.