Concerto – ORNELLA CERNIGLIA, MAHLER-WALTER, GIANNI GEBBIA AUFSCHLÜSSE / AFFIORAMENTI
Presentazione a due voci di Carlo Fiore e Dario Oliveri.
ORNELLA CERNIGLIA
Aufschlüsse / Affioramenti (2026)
per pianoforte, synth e pianoforte preparato
Prima esecuzione assoluta – Commissione del Festival delle Letterature Migranti
GUSTAV MAHLER-BRUNO WALTER
Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen / Solenne e misurato, senza trascinare
(terzo movimento della Sinfonia n. 1 in re maggiore Il Titano di Gustav Mahler)
versione per pianoforte a quattro mani di B. Walter (1905 ca.)
Prima esecuzione a Palermo
Ornella Cerniglia / Alessandro Greco pianoforte a quattro mani
GIANNI GEBBIA-ORNELLA CERNIGLIA
Titan Improvisations (2026)
per sassofono soprano, flauto bansuri, elettronica, pianoforte e pianoforte preparato
Prima esecuzione assoluta – Commissione del Festival delle Letterature Migranti; durante il concerto sarà proiettato l’edit del film di Andy Warhol Empire (vers. orig. 1964, b/n, 8 ore; edit 2004, b/n, 60’, Raro-Video / Gianluca & Stefano Curti Editori). Prima proiezione a Palermo.
Aufschlüsse / Affioramenti è un viaggio nelle zone in cui la memoria si fa suono: un attraversamento della musica di Gustav Mahler tra apparizioni, echi, frammenti e trasformazioni.
Al centro del concerto c’è il terzo movimento della *Prima Sinfonia Il Titano*, una musica inquieta e visionaria, sospesa tra malinconia, grottesco e suggestioni popolari. Da queste tracce nasce Aufschlüsse / Affioramenti di Ornella Cerniglia, commissionato dal Festival delle Letterature Migranti e presentato in prima esecuzione assoluta: il materiale mahleriano riaffiora come un ricordo, si scompone e si trasforma, attraversando pianoforte, synth e pianoforte preparato.
La musica di Mahler torna poi nella trascrizione per pianoforte a quattro mani di Bruno Walter, suo storico collaboratore e interprete, proposta per la prima volta a Palermo.
Con Titan Improvisations, infine, Gianni Gebbia e Ornella Cerniglia si immergono nuovamente nel Titano: una libera esplorazione tra scrittura e improvvisazione, nella quale il tema mahleriano diventa materia da attraversare, deformare e reinventare.
A completare questo paesaggio di suoni e immagini, la proiezione dell’edit di 60 minuti di Empire di Andy Warhol, in prima proiezione a Palermo: un’immagine dilatata e immobile che incontra una musica fatta di affioramenti, attese e trasformazioni.