La normalità ostinata
Andrei Kurkov presenta “La nostra guerra quotidiana” (Keller editore), in dialogo con Lorenzo Tondo.
Dopo Diario di un’invasione, Andrei Kurkov torna a raccontare l’Ucraina in guerra dall’interno, intrecciando la propria storia con quella dei suoi connazionali e di un intero paese. Ci sono gli allarmi aerei e le deportazioni, gli sfollati, i rifugiati e chi vive nei territori occupati.
C’è una società che passa dallo shock all’euforia, poi al pessimismo e infine a un realismo vissuto giorno per giorno. Kurkov registra anche ciò che la guerra fa alla scrittura: dopo Bucha e Irpin, la violenza è diventata normalità. In questo scenario, mantenere le proprie abitudini diventa un atto di resistenza e l’umorismo, amaro, nero, a volte cinico, uno strumento per restare vivi e pronti al domani.
È un diario lucido e paradossale, sospeso tra humour nero e cronaca del dolore, che interroga anche il destino della lingua russa, in cui l’autore continua a scrivere, e il senso dell’identità ucraina. Tra gli scrittori ucraini più tradotti al mondo, già presidente del PEN Ucraina, Kurkov è autore di romanzi di culto come Picnic sul ghiaccio e Api grigie.