Non è la felicità che conta? – Emiliano Morreale
Incontro con Emiliano Morreale, autore del libro “Il cinema era tutto. Scrittori italiani davanti al grande schermo” (Einaudi). In dialogo con l’autore Laura Busetta e Lorenzo Marchese.
C’è stato un tempo in cui andare al cinema era la felicità collettiva di un paese. Emiliano Morreale lo racconta attraverso gli occhi degli scrittori, da Pirandello a Moravia, da Morante e Ortese a Calvino, Pasolini, Soldati e Arbasino. Per loro la sala cinematografica è stata un’esperienza decisiva, capace di cambiare la sensibilità prima ancora del modo di raccontare.
Dalla nascita del cinematografo al neorealismo e al boom economico, fino a oggi, il libro mostra che la letteratura italiana del Novecento si capisce meglio guardandola dalla platea. Racconta il fascino di Hollywood e i conti con la tradizione italiana, l’amore e il dissenso, la nostalgia di Sciascia per il cinema dell’adolescenza.
Ne viene fuori una storia delle sensibilità più che delle influenze, e una domanda che riguarda tutti: che cosa abbiamo perso, ora che il cinema non è più il centro della nostra esperienza visiva?
Critico cinematografico nato a Bagheria, Morreale ha dedicato a Mario Soldati la monografia Le carriere di un libertino. A cura del Dipartimento di Scienze umanistiche, Università degli Studi di Palermo.