Non è la felicità che conta? – Paolo di Paolo
Incontro con Paolo di Paolo, autore del libro “Un mondo nuovo tutti i giorni. Piero Gobetti, una vita al presente” (Solferino).
Teorico, militante, scrittore, editore. Piero Gobetti morì in esilio a Parigi nel febbraio 1926, a nemmeno venticinque anni, dopo le aggressioni squadriste che lo avevano costretto a lasciare l’Italia.
Mussolini lo considerava un avversario temibile. Paolo Di Paolo ne ripercorre la vita attraverso episodi scelti, che restituiscono il carattere e la coerenza del prodigioso intellettuale torinese. C’è il rifiuto di ogni compromesso, la resistenza al fascismo fatta di idee e di azione, la lezione di ribellione contro ogni tirannide ereditata da Alfieri.
E c’è il prezzo altissimo pagato anche negli affetti, accanto ad Ada Prospero e al figlio Paolo. Ne emerge la felicità di ricominciare ogni giorno nonostante tutto, e quella di un intransigente lotta per la libertà. È un Gobetti che non appartiene solo alla storia, ma parla al presente. Ricorda che la giovinezza è una categoria dello spirito da difendere dal cinismo di chi alza le spalle davanti agli entusiasmi, e che l’azione, «invece di costruire sillogismi», crea «un mondo nuovo tutti i giorni».
Di Paolo era già tornato a Gobetti con il romanzo Mandami tanta vita, finalista al Premio Strega. In dialogo con l’autore Domenica Perrone, Donatella La Monaca e gli studenti del Laboratorio “Incontro con gli scrittori”.
A cura del Dipartimento di Scienze umanistiche, Università degli Studi di Palermo.