Quello che il fiume lascia

24 Ott 2026
17:00
Cantieri culturali alla Zisa | Cre.Zi. Plus

Quello che il fiume lascia

Fabio Geda presenta “Cencio” (Einaudi), in dialogo con Gilda Terranova e Giuliana Zaffuto.

Firenze, novembre 1966. L’Arno esce dagli argini e travolge la città. Cencio, tredici anni, apprendista barbiere nel quartiere di Santa Croce, perde la casa e si ritrova a cercare il padre scomparso tra il fango e le macerie.

Nicola, vent’anni, studente riservato partito da Taranto, raggiunge Firenze come volontario, spinto più da un’inquietudine sentimentale che da slancio altruista. Nei giorni dell’emergenza le loro strade si incrociano e ciascuno scopre nell’altro una parte di sé.

Con la sensibilità che ne ha fatto uno dei narratori più amati della sua generazione, Fabio Geda racconta la giovinezza come un modo di guardare il mondo. È l’età in cui si impara a tenere insieme sentimenti opposti, a immaginare un futuro diverso da quello già scritto e a disobbedire ai padri senza smettere di amarli.

Scrittore torinese con una lunga esperienza come educatore, Geda è autore di romanzi come Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani, Anime scalze e Nel mare ci sono i coccodrilli, tradotto in decine di paesi.