Terre perse: una sezione che parla di rimpianto e di esilio, di esodi e partenze

PAGINE DAL FESTIVAL
20
Ott

Terre perse: una sezione che parla di rimpianto e di esilio, di esodi e partenze

Terre perse è quel che resta di una doppia citazione: di un testo capitale di Gesualdo Bufalino – Cere perse –, e della “terra” come essenziale tòpos letterario (da Verga a Zola). Terre, in termini più propriamente espressivi, sono anche i colori naturali usati nella pittura. Terre perse potrebbero esser dunque degli scenari naturali che stingono come vecchi colori usurati dal tempo e dal clima; luoghi che smarriscono la loro storia e spingono alla fuga verso una storia nuova e una nuova identità. Terre perse dice di un rimpianto e di un lento esodo, di una storia e di un esilio.

Ecco il calendario completo degli incontri:

Venerdì 29 ottobre

Ore 17:00 Palazzo Branciforte | Sala dei 99
Terre perse
Incontro con Eva Cantarella, Sparta e Atene (Einaudi) con Isabella Tondo

Da un lato un ordinamento democratico, innovativo, aperto agli scambi e al commercio; dall’altro un mondo chiuso, conservatore, ispirato a valori di tipo militare in nome dei quali i cittadini accettavano con orgoglio le restrizioni delle libertà individuali. È cosí che sono sempre state descritte Sparta e Atene, ma come distinguere la realtà dalla rappresentazione?

Sabato 30 Ottobre

Ore 16:00 Palazzo Branciforte | Sala dei 99
Terre perse
Incontro con Lia Levi, Ognuno accanto alla sua notte, (E/O) con Antonella Di Bartolo

Roma nel periodo delle leggi razziali. Uno scrittore di teatro costretto a nascondersi all’ombra di un “prestanome”; una coppia di giovanissimi che riesce a strappare dal buio una notte d’amore; un padre e un figlio a duro confronto sul ruolo di una classe dirigente colpevole di aver sottovalutato il pericolo. Tre vicende diverse seppur collegate, in cui Storia e Destino intrecciano il loro enigmatico gioco.

Ore 16:00 Palazzo Branciforte | Biblioteca Gae Aulenti
Terre perse
Lectio su Elisa Chimenti, Al cuore dell’harem (E/O), con Camilla Cederna e Clelia Lombardo

Scrittrice eclettica e feconda, imprenditrice ante litteram, antropologa, ecologa, poliglotta, studiosa delle differenti culture e credenze presenti nel nord del Marocco – cristiana, musulmana, ebraica, animista – Elisa Chimenti è stata una personalità rispettata e amata nella Tangeri cosmopolita del suo tempo, un crogiuolo di razze, lingue e popoli diversi. Scrisse numerose opere, per lo più in francese, che non furono né capite, né apprezzate dalla cultura italiana del tempo. Solo Al cuore dell’harem verrà edito in italiano dopo la sua morte.

Domenica 31 ottobre

Ore 10:30 Palazzo Branciforte | Sala dei 99
Terre perse
Una coscienza femminile anticipatrice
Lea Melandri e Natalia Librizzi conversano su Una donna e i Diari di Sibilla Aleramo
in collaborazione con il Dipartimento di Scienze umanistiche all’interno del seminario Corpi terrestri, corpi celesti. Scritture ed ecologia

Pubblicato nel 1906, la fortuna del romanzo “Una donna” fu immediata. Una delle principali ragioni del successo fu il suo tema: si tratta di uno dei primi libri femministi apparsi in Italia. Al cuore di questo romanzo c’è la sua autrice, una donna che lotta per il diritto a vivere con pienezza e libertà la sua vita. Come scrive Emilio Cecchi nella postfazione, “con l’Aleramo, non si trattava più di un’autrice, d’una artista soltanto: si trattava anche di una rivendicatrice della parità femminile, d’una ribelle”.

Ore 19:00 Palazzo Branciforte | Biblioteca Gae Aulenti
Terre perse
L’alba dei nuovi dei, dialogo tra Valeria Dinamo, Maura Gancitano e Andrea Colamedici
in collaborazione con Scuola Holden e Hangar Piemonte

Sono moltissime le somiglianze tra l’epoca che portò alla nascita della filosofia e quella attuale.
Il crollo dei valori comuni, la morte degli dèi precedenti, l’aumento esponenziale della complessità, la sensazione diffusa di abitare una crepa della storia, e soprattutto l’urgenza di porre basi nuove al vivere comune. Maura Gancitano e Andrea Colamedici rifletteranno di come sia fondamentale risalire alle strategie messe in atto dagli iniziatori della filosofia per reinventare il nostro modo di abitare il mondo contemporaneo. Mettendo in parallelo i due mondi – la polis greca e i social network, gli hypomnemata e gli smartphone, il politicamente corretto e la koinè, l’inconscio digitale e l’aretè – i due filosofi insieme a Valeria Dinamo tracceranno una serie di indicazioni per accogliere con lucidità, entusiasmo e consapevolezza l’alba dei nuovi dèi.

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