Identità alla ricerca: la rassegna under 35 di Flm25
Palermo torna a essere crocevia di storie, culture e voci con il Festival delle Letterature Migranti, che anche quest’anno rinnova la sua missione: raccontare il mondo attraverso la pluralità delle narrazioni e dei linguaggi.
Per l’edizione 2025, la sezione Educational presenta Identità alla ricerca, un progetto che invita i più giovani a riflettere su migrazione, appartenenza, dinamiche razziali, sentimenti e ricerca della felicità. Il percorso è realizzato con il sostegno di MiC e SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea.
Dal 23 al 25 ottobre, ai Cantieri Culturali alla Zisa, scrittrici e scrittori under 35 tra le voci più interessanti della narrativa italiana contemporanea dialogheranno con studenti e pubblico sui temi della crescita, della memoria, delle radici e del riconoscimento di sé. Protagonisti: Nogaye Ndiaye, Antonio Schiena, Mohamed Maalel, Eleonora Daniel, Francesco Spiedo ed Emanuela Anechoum, autori capaci di raccontare il presente attraverso esperienze personali e generazionali.
Gli incontri alterneranno letture ad alta voce di giovani attori e attrici a momenti di dialogo aperto, in cui la scrittura diventa occasione di confronto collettivo.
Identità alla ricerca è uno spazio di crescita condivisa, dove la letteratura si fa strumento educativo e terreno d’incontro tra scuole, giovani e territorio.
Protagonisti delle attività mattutine saranno gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, mentre nel pomeriggio parteciperanno i centri giovanili di Palermo, in collaborazione con il Centro Tau e lo Zen Book Festival.
Gli autori:
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Nogaye Ndiaye (1997), italo-senegalese, in Fortunatamente nera (Harper Collins) affronta temi come razzismo, antirazzismo e diritti umani, anche nel progetto social @leregoledeldirittoperfetto.
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Antonio Schiena (1990), con Chiodi, offre un romanzo di formazione intenso e ironico, conosciuto anche per la pagina @antipatiagratuita.
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Francesco Spiedo (1992), autore di Stiamo abbastanza bene (Fandango), racconta le contraddizioni e le speranze delle nuove generazioni, forte della sua esperienza educativa.
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Emanuela Anechoum (1991), italo-marocchina, in Tangerinn (Edizioni e/o) esplora la complessità dell’identità mista, vincendo il Premio Selezione Bancarella 2024.
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Eleonora Daniel (1995), con La polvere che respiri era una casa (Bollati Boringhieri), racconta la lingua universale dei sentimenti. È editor e caporedattrice di Accento edizioni.
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Mohamed Maalel (1993), giornalista italo-tunisino, in Baba (Accento Edizioni) narra con ironia il valore della memoria familiare. Vincitore di numerosi premi, è impegnato in progetti educativi per le scuole.
